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Autore: Maria Luisa Bandiera

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La frase di Baudelaire sulla quale costruire una scrittura creativa è questa:
“in sintonia con ciò che senti” … e allora scrivo:

toc toc: “posso disturbare?”
“chi è che viene a disturbare senza presentarsi?”
“sono io – l’amore – che c’è dentro di te: mi riconosci?”
“credo di si! Che sei venuto a fare?”
“nulla, volevo farmi sentire da te che mi hai messo in un angolo!”
“ma io non ti ho messo in un angolo!”
“tu credi? Ne sei proprio convinta?”
“certo che ne sono convinta, naturalmente se nessuno mi fa arrabbiare io amo tutto e tutti, sono sempre pronta ad aiutare chiunque.”
“ma questo lo fanno tutti e lo sostengono tutti, essere in sintonia con me – l’amore – e farmi emergere dall’angolo dove un po’ tutti mi tengono … è tutta un’altra cosa!”
“ma io lo sento l’amore che è in me – cioè tu –che dici di essere stato messo in un angolo, e quindi in disparte”
“guarda, credimi, non mi senti nel modo giusto … nel modo in cui io possa esprimere tutto il potenziale che posseggo e che posso donare”
“io penso che se tu sei dentro di me vuol dire che io comprendo che cosa è l’amore, altrimenti non saresti qui a dialogare con me”
“no, non è così che funzionano le cose; l’amore –cioè io – sono in ogni cosa esistente e creata, sono dappertutto, se dall’animo degli esseri umani vengo relegato in un angolo, io ci sono ma in realtà non ci sono per niente”
“ma allora visto che non capisco, dimmi tu che sai, spiegami che cosa si deve fare per lasciarti libero e non relegato in un angolo dove dici tu che ti ho messo anzi che ti abbiamo messo tutti a quanto pare secondo te”
“non è cosa semplice da spiegare e cercherò di esprimermi con un banale esempio”
“avanti, ti ascolto”
“allora, pensa ad un momento in cui sei stata profondamente felice tanto da sentire quella felicità in ogni tua cellula del corpo. Ecco, in quel momento, non eri solamente felice ma tu eri -la felicità stessa- ed eri in grado di donarla a chiunque vicino a te coinvolgendolo in quella tua stessa felicità … un po’ come quando una persona felice ride a crepapelle e anche chi le sta vicino viene coinvolto a sua volta e ride anch’egli fino alle lacrime e senza una precisa ragione.
Io –l’amore- non posso esprimermi pienamente se messo in un angolo e vengo usato solo in alcuni momenti qua e là quando capita, devo invece essere lasciato libero di invadere ogni cellula del corpo nel quale mi trovo e in quel preciso istante tu non amerai soltanto ma sarai l’amore stesso”
“non si tratta di saper amare, è una legge divina: si tratta di: – essere l’amore –

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