Autore: Annamaria Gennaioli.

Ricorre il giorno che
il canto della vita
chiama tutti nella
sua dipartita,
il nonno ancora non vecchio per
i nostri giorni,
solo per l’allora vita vissuta.
Per me bambina che dell’esistenza
apriva gli occhi
camminando e saltellando per arrivare
a dare quell’ultimo saluto,
figura grande e immensa
che i miei occhi acerbi vedevano.
Non capivo che si doveva morire
il sapere mi rimaneva lontano,
una chiacchiera e un sorriso e
tutti piangevano.
Saltellando quella leggerezza,
non avrei rivisto più
il nonno,
uomo retto tutto di un pezzo,
mai stato dolce, lo disegnava
Il tempo, guai allora essere teneri
con i piccoli era sintomo di
debolezza.
Invece quando nacqui, si sciolse come il burro,
mi permise tutto,
anche fargli volare il cappello
come soffio di vento dispettoso.
E …lui rideva sotto quei baffi
ormai imbiancati dalla neve
e
l’incoscienza tuonò
dimenticando e ricordando ancora.
Oggi in quell’anniversario triste
e lontano sono qui
a scrivere di te…

 

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