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Autore Germano Cantalupi 

 

Certe notti mi siedo al balcone

E conto le stelle

Altre notti guardo la gente passare

Anche se sono poche quelle sveglie

Certe notti rimango dietro al vetro bagnato

Perché piove e uscire non mi va

Alcune notti guardo la luna

E parlo con lei del fato

Della fortuna

Molte notti mi siedo sul letto

Poi guardo fuori dalla finestra

E sento che manca qualche cosa

Quello di non aver salutato il cielo  

Quello che oramai mi aspetta fuori

Tutte le notti che non piove

Non è solo un abitudine

Quello di guardare il cielo

Prima di andare a dormire

E come un rito

Uno strano rito che mi fa star bene

E come se mi scaricassi

Della lunga giornata

Si a volte in cerca di risposte

Ma volte così

Tanto per sentirmi vivo

Tra il buio della notte

La luce del lampione

E il profumo che cambia

Dall’inverno all’estate  

Alcune notti d' inverno

Cerco di guardare il cielo attraverso la nebbia

Immaginando come sia

Anche se non lo vedo

Ma poi mi lascio trasportare dai ricordi

Quelli estivi

In cui potevo vederlo

E cerco una somiglianza in lui

Tra passato e quel presente

A volte mi capita di vederlo tra lampi

Ed ascoltare la sua rabbia

Che si riversa in tuono

Allora mi viene in mente

Quello che mi diceva mia nonno

E’ solo il carro degli angeli

Che passa sui sassi

E’ strano come il cielo

Mi faccia pensare

Forse perché

È legato ad ogni uno di noi

E così mi fa sentire meno solo

 

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