Merini Gabbia

 

 

 

 

 

 

I
Scrivo di notte
mentre ronza il silenzio
nelle ore dove il sonno vince e veglia
come due titani semidei perennemente inermi,
cercando le albe più belle
alla fine di un tramonto.
È uno scritto di colori che non è mai lo stesso,
ricordi sfumati che il tempo stesso, li ha dimenticati
rivisti or nel presente con occhi invecchiati.
Sono solo parole a lungo inascoltate,
parole dette, parole dimenticate.
Voci, echi sibilanti di guerrieri d’avventura
paladini di vita fuggente che tornano vittoriosi
fra il cuore e la mente.
Se poi sorge il sole ,getto tutto quello
che ho scritto e ricomincio da capo.

 

  • II

    E’ una sfida trovare parole
    che abbiano un’anima,una mente ed un cuore
    che vadano nella giusta direzione.
    Come quelle lasciate dai Poeti
    rubate al dio dei venti nella terra del buio
    tra colori, suoni ed echi,
    tra coscienza e pensiero
    nello sfogo di un desiderio.
    Sono parole, frasi messe in riga
    una vicino all’altra su fogli bianchi
    accartocciate su se stesse,
    per essere sempre nuove e diverse.
    E sceglierne una per legarla
    ad un filo ed appenderlo tra il cielo e l’infinito.
    Osservando con lo sguardo i confini circondati
    da una vasta pianura
    E scoprire chiudendo gli occhi
    che tutto è identico e bello dentro.
    Adesso aspetto che
    l’inchiostro si asciughi .

    III

    Adesso che aspetto,
    che l’inchiostro si asciughi.
    Trovo il tempo della meditazione
    per tradurre realtà, pensieri e parole,
    in una semplice spiegazione.
    Aprendo le porte al sonno
    fino a spalancare agli anfratti eccitanti della fantasia,
    in un equilibrio tra il sé e il sarà utopia.
    Non ha importanza quanto sia bella, lunga o breve
    e ben altro che ci lega insieme,
    sono emozioni scritte su di un foglio
    in un tempo breve.
    che dura forse, tutta una vita.
    Una pausa, una firma e poi… sei poesia .
    Con un lungo respiro attendo
    un tuo ritorno, in nuove forme, in nuove proporzioni
    …chiudo gli occhi, è arrivato il sonno

    Giulia Gabbia

    P.S. Opera dedicata in particolar modo alla grande A.Merini e alla sua opera “I Poeti lavorano di notte”
    rappresentata in questo elaborato trittico. 

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