donna di Giulia Gabbia

 

 

 

 

 

 

 

 

Rivedo te, Donna
nell’altra parte della luna
ammantata dall’orrore e d’antartico gelo.
Dove affranti pensieri
rabbuiano la tua esistenza
d’aver ceduto ad una debolezza .
E’ una colpa sottile che t’ha fatto assaporare
sangue e calore della violenza.
M’umilia e t’umilia
recidendo ogni filo della trama
tessuta di un giorno
dal marchio infame .
Sigilli il tuo respiro nelle lacrime incolori
nel tacito silenzio
che non ha più voce sui soprusi
né sangue sulle uccisioni
Ben poco serve un ramo d’oro di mimosa
ricordare te, Donna, in un sorda e cieca società

 

Giulia Gabbia

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